LA PACE VERRA' Pace! Da sempre attesa, da sempre sperata
come si attende la pioggia sulla terra assetata
dopo mesi di arsura.
La
pace verrà
e fiorirà dalle nostre mani,
se avrà trovato posto già dentro di noi.
E verrà presto, domani,
se sapremo fare nostre
le necessità di chi vive
o passa accanto a noi. Se sapremo fare nostro il grido degli innocenti.
Se sapremo fare nostra l’angoscia degli oppressi.
Pace!
Da sempre amata, da sempre desiderata
come si desiderano le voci
della propria casa lontana. La pace verrà
se avremo posto nella nostra casa
per chi non ha un tetto o una patria. Se avremo posto nel nostro cuore
per chi non ha affetto o muore solo.
Se avremo tempo nel nostro giorno
per un disperato da ascoltare.
Pace!
Da sempre sospirata, da sempre cercata
come si cerca il perdono
sulle labbra del padre mentre muore. La
pace verrà
se non cederemo alla provocazione. Se sapremo sanare ogni divisione. Se saremo uniti con tutti:
uniti per la vita, contro la morte. Pace! Da sempre amata, da sempre attesa
come si attendo un dono
nel giorno di festa. La pace verrà
e sarà un dono di Dio. La pace verrà e sarà
il frutto più vero dell’unità,
dell’armonia fra i popoli.
Questo video é quello dell’indimenticabile discorso tenuto alla
marcia a Washington per l’occupazione e la libertà, Washington, 28 agosto 1963;
la traduzione (di Tania Gargiulo) é ripresa da Martin Luther King, “I have a
dream”, Mondadori, Milano 2000, 2001, pp. 226-230.
Così Martin Luther King descrisse la circostanza:
“Cominciai a parlare leggendo il mio discorso, e fino a un certo
punto continuai a leggere.
Quel giorno sentivo nell’uditorio una rispondenza straordinaria,
e tutt’a un tratto mi venne in mente questa cosa.
Nel giugno precedente, dopo essermi unito a un tranquillo raduno
di migliaia di persone nelle strade del centro di Detroit, nel Michigan, avevo
tenuto un discorso nella Cobo Hall, in cui mi ero servito dell’espressione 'io
ho un sogno'.
L’avevo già usata più volte nel passato, e semplicemente mi
venne fatto di usarla anche a Washington.
Non so perché: prima di pronunciare il discorso non ci avevo
pensato affatto.
Dissi la frase, e da quel momento in poi lasciai del tutto da
parte il manoscritto e non lo ripresi più”.
Testo integrale del discorso all'Onu di Malala Yousafzai.
"Onorevole
Segretario Generale dell'ONU Ban Ki-moon, spettabile presidente dell'Assemblea
Generale Vuk Jeremic, onorevole inviato speciale delle Nazioni Unite per
l'istruzione globale Gordon Brown, rispettati anziani rispettati e miei cari
fratelli e sorelle: Assalamu alaikum (la pace sia con voi,
n.d.T).
Oggi è un onore per me tornare a
parlare dopo un lungo periodo di tempo. Essere qui con persone così illustri è
un grande momento nella mia vita ed è
un onore per me che oggi sto indossando uno scialle della defunta Benazir
Bhutto.
Non so da dove cominciare il mio
discorso. Non so cosa la gente si aspetti che dica, ma prima di tutto voglio
ringraziare Dio per il quale siamo tutti uguali e ringraziare tutti coloro che
hanno pregato per una mia veloce guarigione e una nuova vita. Non riesco a
credere quanto amore le persone mi hanno dimostrato. Ho ricevuto migliaia di
cartoline di auguri e regali da tutto il mondo. Grazie a tutti. Grazie ai
bambini le cui parole innocenti mi hanno incoraggiato. Grazie ai miei anziani
le cui preghiere mi hanno rafforzato. E grazie agli infermieri, ai medici e al
personale degli ospedali in Pakistan e nel Regno Unito e il governo degli
Emirati Arabi Uniti che mi hanno aiutato a stare meglio e a riprendere le
forze.
Sono qui per dare tutto il mio
appoggio al segretario
generale dell'ONU Ban Ki-moon nella sua Iniziativa Globale
"Prima l'istruzione" e al lavoro dell'inviato speciale delle Nazioni
Unite per l'Educazione Globale Gordon Brown. Li ringrazio per la leadership che
continuano a esercitare. Essi continuano a stimolare tutti noi all'azione.
Cari fratelli e sorelle, ricordiamo
una cosa: il Malala Day non è il mio giorno.
Oggi è il giorno di ogni donna, ogni ragazzo e
ogni ragazza che hanno alzato la voce per i loro diritti.
Ci sono centinaia di attivisti per i
diritti umani e operatori sociali che non solo parlano per i loro diritti, ma
che lottano per raggiungere un obiettivo di pace, educazione e uguaglianza.
Migliaia di persone sono state uccise dai terroristi e milioni sono stati
feriti. Io sono solo uno di loro.
Così eccomi qui, una ragazza come tante. Io non parlo per me
stessa, ma per dare una voce a coloro che meritano di essere ascoltati. Coloro
che hanno lottato per i loro diritti. Per il loro diritto a vivere in pace. Per
il loro diritto a essere trattati con dignità. Per il loro diritto alle pari
opportunità. Per il loro diritto all'istruzione.
Cari amici, il 9 ottobre 2012, i talebani mi hanno
sparato sul lato sinistro della fronte. Hanno sparato ai miei
amici, anche. Pensavano che i proiettili ci avrebbero messi a tacere, ma hanno
fallito. Anzi, dal silenzio sono spuntate migliaia di voci. I terroristi
pensavano di cambiare i miei obiettivi e fermare le mie ambizioni. Ma nulla è
cambiato nella mia vita, tranne questo: debolezza, paura e disperazione sono
morte; forza, energia e coraggio sono nati. Io sono la stessa Malala. Le mie
ambizioni sono le stesse. Le mie speranze sono le stesse. E i miei sogni sono
gli stessi.
Cari fratelli e sorelle, io non sono
contro nessuno. Né sono qui a parlare in termini di vendetta personale contro i
talebani o qualsiasi altro gruppo terroristico. Sono qui a parlare per il diritto all'istruzione per tutti i
bambini. Voglio un'istruzione per i figli e le figlie dei
talebani e di tutti i terroristi e gli estremisti. Non odio nemmeno il talebano
che mi ha sparato.
Anche se avessi una pistola in mano
e lui fosse in piedi di fronte a me, non gli sparerei. Questa è il sentimento di compassione che ho
imparato da Maometto, il profeta della misericordia, da Gesù Cristo e Buddha.
Questa è la spinta al cambiamento che ho ereditato da Martin Luther King,
Nelson Mandela e Mohammed Ali Jinnah.
Questa è la filosofia della non
violenza che ho imparato da Gandhi, Bacha Khan e Madre Teresa.
E questo è il perdono che ho
imparato da mio padre e da mia madre.
Questo è ciò che la mia anima mi
dice: stai in pace e ama tutti.
Cari fratelli e sorelle, ci rendiamo
conto dell'importanza della luce quando vediamo le tenebre.
Ci rendiamo conto dell'importanza
della nostra voce quando ci mettono a tacere.
Allo stesso modo, quando eravamo in
Swat, nel Nord del Pakistan,
abbiamo capito l'importanza delle penne e dei libri quando abbiamo visto le
armi. Il saggio proverbio "La penna è più potente della
spada" dice la verità.
Gli estremisti hanno paura dei libri
e delle penne. Il potere dell'educazione li spaventa. Hanno paura delle donne.
Il potere della voce delle donne li spaventa.
Questo è il motivo per cui hanno
ucciso 14 studenti innocenti nel recente attentato a Quetta.
Ed è per questo uccidono le
insegnanti donne.
Questo è il motivo per cui ogni
giorno fanno saltare le scuole: perché hanno paura del cambiamento e
dell'uguaglianza che porteremo nella nostra società. Ricordo che c'era un
ragazzo della nostra scuola a cui un giornalista chiese: "Perché i
talebani sono contro l'educazione dei ragazzi?". Lui rispose molto
semplicemente: indicò il suo libro e disse: "I talebani non sanno che cosa
c'è scritto in questo libro".
Loro pensano che Dio sia un piccolo
esseruccio conservatore che punterebbe la pistola alla testa delle persone solo
per il fatto che vanno a scuola.
Questi
terroristi sfruttano il nome dell'islam per i propri interessi.
Il Pakistan è un Paese democratico,
amante della pace. I Pashtun vogliono educazione per i loro figli e figlie.
L'Islam è una religione di pace, umanità e fratellanza. Che dice: è un preciso
dovere quello di dare un'educazione a ogni bambino. La pace è necessaria per
l'istruzione. In molte parti del mondo, in particolare il Pakistan e l'Afghanistan,
il terrorismo, la guerra e i conflitti impediscono ai bambini di andare a
scuola. Siamo veramente stanchi di queste guerre. Donne e bambini soffrono in
molti modi in molte parti del mondo.
In India, bambini innocenti e poveri
sono vittime del lavoro minorile. Molte scuole sono state distrutte
in Nigeria. La gente in Afghanistan è colpita dall'estremismo. Le ragazze
devono lavorare in casa e sono costrette a sposarsi in età precoce. La povertà,
l'ignoranza, l'ingiustizia, il razzismo e la privazione dei diritti
fondamentali sono i principali problemi che uomini e donne devono affrontare.
Oggi, mi concentro sui diritti delle
donne e sull'istruzione delle ragazze, perché sono quelle che soffrono di più.
C'è stato un tempo in cui le donne hanno chiesto agli uomini a difendere i loro
diritti. Ma questa volta lo faremo da sole. Non sto dicendo che gli uomini
devono smetterla di parlare dei diritti delle donne, ma il mio obiettivo è che
le donne diventino indipendenti e capaci di combattere per se stesse. Quindi,
cari fratelli e sorelle, ora è il momento di alzare la voce.
Oggi invitiamo i leader mondiali a
cambiare le loro politiche a favore della pace e della prosperità. Chiediamo ai
leader mondiali che i loro accordi servano a proteggere i diritti delle donne e
dei bambini. Accordi che vadano contro i diritti delle donne sono
inaccettabile.
Facciamo appello a tutti i governi
affinché garantiscano un'istruzione gratuita e obbligatoria in tutto il mondo
per ogni bambino. Facciamo appello a tutti i governi affinché
combattano il terrorismo e la violenza. Affinché proteggano i bambini dalla
brutalità e dal dolore. Invitiamo le nazioni sviluppate a favorire l'espansione
delle opportunità di istruzione per le ragazze nel mondo in via di sviluppo.
Facciamo appello a tutte le comunità affinché siano tolleranti, affinché
rifiutino i pregiudizi basati sulle casta, la fede, la setta, il colore, e
garantiscano invece libertà e uguaglianza per le donne in modo che esse possano
fiorire. Noi non possiamo avere successo se la metà del genere umano è tenuta
indietro.
Esortiamo le nostre sorelle di tutto il mondo a essere coraggiose, a
sentire la forza che hanno dentro e a esprimere il loro pieno potenziale.
Cari fratelli e sorelle, vogliamo
scuole e istruzione per il futuro luminoso di ogni bambino. Continueremo il
nostro viaggio verso la nostra destinazione di pace e di educazione.
Nessuno ci può fermare.
Alzeremo la voce per i nostri
diritti e la nostra voce porterà al cambiamento.
Noi crediamo nella forza delle
nostre parole.
Le nostre parole possono cambiare il
mondo, perché siamo tutti insieme, uniti per la causa dell'istruzione. E se
vogliamo raggiungere il nostro obiettivo, cerchiamo di armarci con l'arma della
conoscenza e di farci scudo con l'unità e la solidarietà.
Cari fratelli e sorelle, non
dobbiamo dimenticare che milioni di persone soffrono la povertà e l'ingiustizia
e l'ignoranza.
Non dobbiamo dimenticare che milioni di bambini sono fuori dalle
loro scuole.
Non dobbiamo dimenticare che i
nostri fratelli e sorelle
sono in attesa di un luminoso futuro di pace.
Cerchiamo quindi di condurre una
gloriosa lotta contro l'analfabetismo, la povertà e il terrorismo, dobbiamo
imbracciare i libri e le penne, sono le armi più potenti.
Un bambino, un insegnante, un libro
e una penna possono cambiare il mondo.